Il soldato che esce dal cancello in Attack on Titan 3 è uno che hai costruito tu stesso. Il terzo gioco di Attack on Titan di Koei Tecmo Games mette nelle mani del giocatore un protagonista originale chiamato HERO, un membro del Corpo di ricerca — l’unità che esce dalle mura verso il territorio dei Giganti — che non appare in nessun punto del manga. Il volto di HERO e l’aspetto dell’equipaggiamento di HERO vengono definiti tramite un editor di personaggi prima che tutto questo inizi.

Quello che il giocatore fa con quel soldato è condurre spedizioni. HERO recluta altri soldati, forma con loro una squadra e la porta oltre le mura per cercare materiali e gli effetti personali dei morti nel territorio dei Giganti. Gli spostamenti si basano sull’attrezzatura per il movimento tridimensionale: il gas lancia il soldato in aria, gli ancoraggi lo fanno oscillare, e la distanza da un Gigante si riduce in fretta. Il gas si consuma quando viene utilizzato. Anche le lame si usurano, e fuori dal cancello si possono portare quantità limitate sia di gas sia di lame.

Attack on Titan 3 arriva il 10 dicembre 2026 su PlayStation 5, Nintendo Switch 2, Xbox Series X|S e Steam. Il testo è disponibile in inglese; l’audio nelle schede ufficiali è in giapponese, e non è ancora stato annunciato nulla riguardo al doppiaggio inglese. Il numero di giocatori indicato è uno. Lo sviluppa Omega Force, lo studio di Koei Tecmo responsabile della serie Warriors, compreso Dynasty Warriors.
Dal sottosuolo all’altro lato del muro
HERO è cresciuto nel sottosuolo, un distretto residenziale chiuso sottoterra, e da bambino non ha conosciuto altro posto. È da lì che nasce il richiamo: si descrive HERO come qualcuno con un forte desiderio per il mondo fuori dalle mura. HERO lavorava in una bottega laggiù, ed è stata proprio quell’abilità artigianale a far reclutare HERO nel Corpo di ricerca.
Ad attenderlo c’è un secondo ruolo. Dopo un certo incidente, HERO finisce per istruire il 104° corso di reclute dell’unità che trasforma le reclute in soldati. HERO viene descritto anche come qualcuno che conosce Levi e Hange Zoe da molto tempo.
Gas, lame e i Giganti dall’altra parte
Le arti di combattimento consumano una barra dedicata e si dividono in tre famiglie: colpi in catena, attacchi ampi e danni mirati a parti specifiche del corpo di un Gigante. Personalizzare l’equipaggiamento cambia quello che HERO può farne, aggiungendo colpi a una catena o rafforzando i collegamenti tra le mosse di spinta.
I Giganti dall’altra parte non sono tutti uguali. Alcuni non si muovono come dovrebbero e seguono schemi di comportamento propri. I Nove Giganti, i nove Giganti speciali così denominati nel manga, presentano ciascuno un comportamento e un livello di minaccia propri. Personaggi dell’anime possono unirsi a una missione e partecipare a un abbattimento. Vengono offerti tre stili di difficoltà, uno pensato per chi comincia, con una regolazione più fine disponibile in aggiunta.
Fuori dalle mura: nessuno scontro frontale, e scorte che si esauriscono
La spedizione stessa è la nuova modalità, e ha un nome: Missioni di ricognizione oltre le mura. Materiali ed effetti personali recuperati vanno a un ufficiale in cambio di ricompense. Affrontare i Giganti di petto non è il fulcro della modalità. Imboscate, crolli, trappole: il modo in cui viene sfruttato il terreno determina l’esito di una missione. Il gas e le lame continuano a esaurirsi, i membri della squadra hanno un morale da gestire, e più a lungo una squadra resta fuori, più le sue scorte si riducono.
Ampliare l’area che una squadra può raggiungere significa costruire una base di rifornimento, e una base di rifornimento non si costruisce finché i Giganti attorno al sito non vengono eliminati. L’area sicura non è disponibile fin dall’inizio, ma va estesa verso l’esterno.

Il tempo passato dentro le mura
Tra una spedizione e l’altra, HERO torna al quartier generale del Corpo di ricerca. Le scene lì non sono tratte dal manga: sono momenti di pausa passati con Eren Jaeger, Mikasa Ackermann, Armin Arlert e gli altri, e i legami costruiti in quei momenti aumentano le prestazioni in combattimento e sbloccano eventi. Il gioco è interamente doppiato in giapponese.
La squadra viene gestita dallo stesso posto: reclutare soldati, inviare missioni di salvataggio e trasformare i materiali portati da fuori in nuove parti di equipaggiamento e miglioramenti, comprese quelle estetiche.

Lì si decide un’altra cosa. Prima di partire, il giocatore sceglie una delle tre disposizioni per HERO, e quella scelta determina quali punti vengono assegnati e quale albero delle abilità si sblocca. Stabilisce che tipo di soldato diventa HERO, ed è fissata prima che il cancello si apra, non a metà di un combattimento.
Essere il terzo gioco
Attack on Titan 2 è uscito nel marzo 2018, e questo è il terzo gioco della serie. Anche la creazione del personaggio non è una novità qui; Koei Tecmo l’ha presentata come una funzione che torna nella serie.
Quello che questo gioco mette in primo piano è l’ampiezza della narrazione: la storia viene raccontata dall’inizio alla fine in un solo gioco. Il trailer d’annuncio mostrato al Summer Game Fest di giugno includeva scene tratte da punti più avanzati del manga. Per chi ha giocato ai primi due, è questo il fulcro della proposta.
Chi sei quando esci
La storia del manga viene raccontata dall’inizio alla fine. Ciò che il gioco inserisce nella storia è un soldato che non c’è mai stato: qualcuno che viene da una bottega nel sottosuolo con un richiamo verso il mondo fuori dalle mura, che recluta una squadra e finisce per istruire il 104° corso di reclute. Il volto, l’equipaggiamento e il tipo di soldato in cui si trasforma sono tutti definiti dal giocatore. La storia è quella già scritta. Il soldato che ci entra il 10 dicembre è quello che hai costruito tu.
Fonti: il sito ufficiale di Attack on Titan 3 e le pagine prodotto in inglese di Koei Tecmo Games; un comunicato stampa di Koei Tecmo America; le schede del negozio Steam; Famitsu; e AUTOMATON. Compilato da materiale in giapponese e in inglese.
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