Fumito Ueda, creatore di ICO e Shadow of the Colossus, ha detto in una conversazione con Eric Chahi che l’idea di tenersi per mano in ICO è nata da un gioco a cui aveva giocato a casa di un amico ai tempi dell’università. Quel gioco è Another World di Chahi, noto anche come Out of This World.
La conversazione si è svolta durante The Tenth Mosaic, un evento che definisce i videogiochi «la decima arte».
L’influenza non si limitava al tenersi per mano. Ueda ha ricordato che Another World gli aveva fatto capire che un mondo non deve essere costruito attorno alle esigenze del gioco: può esistere per se stesso.
Entrambi hanno dato importanza alle emozioni trasmesse attraverso azioni e gesti, anziché attraverso dialoghi o testo. Condividevano anche l’idea che i limiti tecnici diano carattere a un’opera. Tra gli esempi emersi figurano la nebbia di ICO e il limite di memoria di Shadow of the Colossus.
Ueda ha lavorato anche a The Last Guardian. Su questo gioco, Ueda ha detto che non si prefiggeva direttamente di emozionare i giocatori. Ciò che contava, ha spiegato, era far percepire ai giocatori l’ambiente come reale. Nella conversazione è emersa anche una metafora: un film somiglia di più a un piatto già pronto, mentre giocare somiglia di più a ricevere gli ingredienti e cucinare da sé.
Allora, come decide Ueda cosa creare? Ha detto che, quando prende decisioni di design, si chiede se, da giocatore, avrebbe voglia di giocare a quel gioco. Chahi ha parlato del proprio criterio da giocatore. Ha detto che tiene una classifica personale dei giochi indie a cui gioca e che, se un gioco lo cattura nei primi 20 minuti, continua a giocarci.
JAPAN GAMING & ENTERTAINMENT 