Il 27 agosto 2026 Happinet ha svelato i contenuti della propria partecipazione al TOKYO GAME SHOW 2026. Saranno giocabili più di 13 titoli, distribuiti in stand allestiti in tre punti dell’area espositiva.
Lo stand principale si trova nella Hall 6. Vi saranno presenti Beast of Reincarnation, sviluppato da GAME FREAK, insieme a Call of Duty: Modern Warfare 4, MELTY BLOOD: TWI-LUMINA, Tokyo Stories, Mononoke No Kuni e BRIGANDINE ABYSS, tra gli altri. L’azienda parla di «13 titoli o più» e annuncerà in seguito i titoli non ancora rivelati.

Il secondo punto è l’area dedicata ai giochi indie nella Hall 9. Oltre alla versione Nintendo Switch 2 di Stray, ad Artis Impact e a un titolo ancora non annunciato, Happinet presenterà giochi selezionati dalla propria Happinet Indie Collection. Il terzo punto è il Family Game Park.
Alcune delle demo sono accompagnate da attività esclusive dello stand. Mononoke No Kuni, ambientato in un mondo dove miti e yokai convivono, permette di estrarre un omikuji (foglietto della sorte) ogni volta che viene soddisfatta una condizione. Il gadget ricevuto varia in base al personaggio raffigurato sul foglietto estratto. Saranno presenti anche cosplayer vestiti da personaggi del gioco.
BRIGANDINE ABYSS è una simulazione strategica fantasy ambientata in un continente conteso da diverse fazioni rivali. Oltre alla demo, ci sarà un’attività che indica quale fazione si addice a ciascun visitatore.

Tokyo Stories, ideato e sviluppato da Drecom, è ambientato in una Tokyo rimasta senza abitanti. Lo stand presenterà decorazioni ed elementi tridimensionali per vivere l’atmosfera del gioco, oltre a pannelli con i personaggi della storia.
MELTY BLOOD: TWI-LUMINA è un picchiaduro 2D basato sul mondo di TSUKIHIME -A piece of blue glass moon-, di TYPE-MOON. Il sistema di combattimento è stato completamente rifatto e include nuovi personaggi e una sceneggiatura scritta da Kinoko Nasu. Chi proverà la demo riceverà un gadget.
L’attività di questa azienda consiste soprattutto nel distribuire in Giappone titoli di altre società, più che nel crearne di propri. Per questo in un unico stand convivono grandi produzioni estere e indie giapponesi.

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